Perché il web ha votato la Clinton ma gli USA hanno votato Trump?

La visione emersa dai social network aveva parlato chiaro: Hillary Clinton sarebbe stata Presidente degli Stati Uniti d’America, e Donald Trump non è che un miliardario buffone, uno xenofobo dal volto mal truccato che non riesce a mangiare la pizza dritta ed ha una moglie bella e scema.

Il motivo per cui ciò non si è tradotto in un risultato elettorale schiacciante a favore della Clinton è semplice: i social network non forniscono un campione rappresentativo della realtà.

Parlare di politica in qualità di utenti di social network significa in sostanza esprimere opinioni rivolgendosi ad un sottogruppo di popolazione con cui siano in contatto e quindi, verosimilmente, già la pensa come noi, mentre la parte restante è semplicemente inaccessibile.

Nel social network tendenzialmente la rete avvicina gli utenti già vicini; non avvicina certo agli utenti lontani per livello culturale, età, idee, esperienze.

Non a caso, in tema di campagna elettorale per le presidenziali USA, è rimbalzata tra i canali social la promozione fatta da star che già hanno un pensiero simile al proprio, lasciando cadere in uno dei più grandi errori del web, quello di confondere l’assoluto col relativo: “se è l’unanimità di ciò che ho visto, allora è l’unanimità assoluta.”

In sostanza, hai visto la promozione di Madonna perché segui Madonna, ma non hai visto la promozione di Clint Eastwood perché non segui Clint Eastwood.

Il sostenitore di Trump c’è ma non lo vedi perché non lo segui, probabilmente né online e offline: non lo segui perché hai scelto di non far parte della sua rete, perché non ne condividi i pensieri, oppure semplicemente perché avete interessi diversi.

Basta pensare al funzionamento stesso dei social network: nel campo di ricerca su Facebook si visualizzano le “Persone che potresti conoscere”, su Instagram la pagina esplora promuove le foto “In base alle immagini che ti piacciono” o “in base alle persone che segui”, su Twitter si trovano in primo piano gli hashtag su cui stanno twittando i propri contatti.

Queste influenze di fatto escono con molta difficoltà dalla rete di chi ha già un pensiero allineato.

Così, l’elettore di Hillary e l’elettore di Trump, nel proprio connettersi alle rispettive reti, si allontanano sempre di più l’uno dall’altro, tanto da arrivare a pensare che l’altro non esista più e che il proprio pensiero rappresenti l’unanimità.

I risultati delle presidenziali USA in questo caso hanno mostrato che la rete di Trump, che per molti non esisteva, rappresenta addirittura la maggioranza degli elettori.

Insomma, siamo arrivati a capire che non c’è una risposta alla domanda del titolo perché il titolo stesso è sbagliato.

Non è il web ad aver votato Hillary: è solo il web a cui tu hai accesso.
 

[Cover picture: Hillary Clinton vs Donald Trump by Erio-Gallart]

[instagram url=https://www.instagram.com/p/BMltJWHAkz7/ hidecaption=true width=480]


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.